Gli architetti di Agrigento dicono "no" alle trivellazioni
La Consulta degli Ordini degli Architetti della Sicilia, accogliendo la proposta del Presidente Rino La Mendola e confermando le posizioni assunte dall´Ordine degli Architetti di Agrigento, ha deliberato di aderire all´iniziativa del comitato spontaneo dei Sindaci dei Comuni costieri della Sicilia meridionale, già insediatosi a Sciacca lo scorso 12 agosto, con l´obiettivo di promuovere una legge che vieti le prospezioni petrolifere nel Mare di Sicilia.
"Sosteniamo - si legge in una nota - l´iniziativa dei Sindaci dei Comuni costieri, afferma il Presidente della Consulta Rino La Mendola, così come apprezziamo le posizioni assunte dall´assessore regionale al Territorio Di Mauro ed il giro di vite attuato dal Ministro all´Ambiente Prestigiacomo, che dovrebbe essere però esteso all´intero Mediterraneo, attraverso un confronto internazionale finalizzato a scongiurare che tali prospezioni vengano indiscriminatamente attuate al largo delle coste dei Paesi dirimpettai del Mediterraneo, nella consapevolezza che un incidente del tipo di quello accaduto nel Golfo del Messico trasformerebbe in una pozzanghera di petrolio il nostro mare, che occupa la modesta superficie di 2,5 milioni di chilometri quadrati, contro i 106 milioni di chilometri quadrati dell´Oceano Atlantico che, nonostante la grande estensione, stenta a smaltire il greggio fuoriuscito dalla trivellazione del Golfo, con gravi ed irreparabili danni per la fauna e per la flora oceanica".
"Siamo convinti - proseguono gli architetti - che la costa meridionale della Sicilia, aggiunge il Presidente Regionale degli Architetti, non debba essere mortificata da improponibili prospezioni petrolifere - che garantiscono peraltro interessi esclusivi di grosse holding internazionali, senza promuovere sviluppo economico per la Sicilia - ma, al contrario, debba essere rilanciata quale porta d´Europa sul Mediterraneo, attraverso la realizzazione di un aeroporto nella zona centro-meridionale ed il potenziamento dei Porti, in modo che possano garantire l´attracco delle grosse imbarcazioni mercantili e da crociera".
"Sfrutteremo i nostri rapporti internazionali, recentemente consolidati attraverso l´UMAR (Associazione architetti del mediterraneo) e con la nostra partecipazione ad iniziative culturali e commerciali in Libano ed in Arabia per coinvolgere, nel dibattito sul tema dell´energia, gli architetti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, affinché questi possano rappresentare alle istituzioni locali i rischi di una progressiva trasformazione dei fondali del nostro mare in un vero e proprio campo minato", ha concluso Rino La Mendola.
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